sabato 6 ottobre 2012

Deejay Ten: ci vediamo lì (per chi c'è)

Questo il mio numero di pettorale per la Deejay Ten di domani. Per chi c'è, magari ci salutiamo! Nei prossimi giorni racconterò come è andata...Buona corsa a tutti!

giovedì 4 ottobre 2012

Due insoliti allenamenti

Mentre continua la mia preparazione, ogni tanto, mi capita di fare degli allenamenti (che poi veri e propri allenamenti non sono) un po' diversi dal solito. Venerdì notte - ore 2 del mattino - sono salito in sella alla mia bici e mi sono unito a un centinaio di partecipanti all'ultima Critical Mass notturna, che a Milano quella sera festeggiava i suoi 20 anni. Molti di voi si staranno domandando, "ma cosa diavolo è questa Critical Mass?". Nata a San Francisco nel 1992, è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dalle auto. Se la massa è sufficiente (ovvero critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche sulle strade più larghe. Si tratta di un'esperienza un po' diversa dal solito, visto che a questi appuntamenti partecipano i ciclisti più eccentrici che abbiate mai incontrato (un esempio lo vedete nella foto che ho scattato l'altra notte) e visto che l'idea che c'è dietro è quella di "imporre" l'uso delle bici alla città. Come allenamento direi invece che è stato piuttosto scarso: ho dovuto pedalare per delle ore ( anche sotto la pioggia) ai ritmi del gruppo, piuttosto blandi. Ma il divertimento è assicurato. Per chi fosse interessato, le Critical si svolgono ogni giovedì sera alle 22, in piazza Mercanti a Milano: qui potete trovare qualche informazione in più.

Due giorni dopo (domenica), invece sono andato a fare un altro giro in bicicletta, di tutt'altra natura: una giornata organizzata dal Touring Club Italiano dove si poteva scegliere uno dei quattro percorsi tracciati (191 km, 142 km, 71km e 45 km) tra il Parco Sud e il Ticino. Non una gara, ma una "gita" per godersi il paesaggio e conoscere gente diversa. Io ho fatto quello da 71 (che poi sono diventati 80 visto che abbiamo anche sbagliato strada!) e devo dire che è stato molto bello. Anche qui, essendo in gruppo, di allenamento manco a parlarne: 18,9 km/h è stata la nostra velocità media. Una delle cose che mi ha incuriosito - e che immagino interessi anche ai triatleti più strong - è che la filosofia di queste "biciclettate" è quella della randonèe alla francese. Ovvero, pedalare senza badare al cronometro, ma senza soste e finché si resiste. Fatto in questo modo, credo che per molti di voi Il percorso da 191km sia una sfida interessante...


domenica 30 settembre 2012

La piscina di sera

L'odore di cloro lo senti già da fuori, alle rastrelliere per le biciclette. Penetra nelle narici, acuto come uno spillo. La sera di mercoledi alla piscina Solari, fuori dal portone c'è una piccola folla. Sembrano facce scure, ma non lo sono: sono facce normali che si portano dietro la normale fatica di un normale giorno di lavoro. Tutto qui. Siedono sulle panchine, alle 21.15, in attesa della fine dei corsi e dell'apertura per il nuoto libero. In silenzio, cuffie nell'orecchio, iPhone in mano. Sopracciglia aggrottate, nella maggior parte dei casi. Aspettano solo di potersi tuffare nella vasca clorata. Vogliono illudersi - almeno per un'ora - di riuscire a lavare via i problemi con l'acqua: la paura che ci mette il capo addosso, l'odio per il collega arrogante, i litigi con la moglie, quell'angoscia inspiegabile che ti prende alle caviglie i primi giorni d'autunno.

Ore 21.30, finiscono i corsi, è il nostro momento. Noto dalla fila alla cassa che sarà una serata affollata. C'è la signora sbadata che compra gli occhialini e se ne pente subito dopo, visto quanto li paga. C'è il tipo frettoloso che non sa aspettare il suo turno e mostra l'abbonamento prima degli altri. C'è il giovane hipster con la camicia sudata e le guance brufolose, così impacciato da non sapere da che parte girarsi.

In un modo o nell'altro riesco a guadagnare gli spogliatoi. Costume, cuffia, ciabatte. E via nella bolgia. All'inizio la situazione sembra tranquilla, anche perché riesco ad entrare fra i primi. Ma l'evoluzione è rapidissima. Il rimbombo delle bracciate, sordo, riempie tutto il salone. Vista dall'alto - col distacco di un osservatore impersonale - la vasca sembra una pozzanghera durante un terremoto, dove un manipolo di umani impazziti giocano a farsi la guerra a colpi di schizzi d'acqua. Vista da dentro, invece, è una specie di inferno.

Provo ad allenarmi. Stretti come sardine, in sei per corsia, è difficile. Gli altri sembrano tranquilli, come se fossero abituati da sempre a tutto questo, e si muovono con la scioltezza un po' annoiata che hanno quando devono salire sulla metropolitana affollata. Io, invece, all'idea di quell'assedio mi faccio prendere dall'angoscia. Comincio ad agitarmi, le mie bracciate sono frenetiche, consumo tutto il fiato in pochi metri. Il cuore pompa forte e sono appena a sei vasche. Incrocio mani dell'altra corsia, sfioro piedi in virata, vado a sbattere durante i sorpassi altrui. Un incubo, se mi fermo a pensarci.

Poi mi rassegno: prendo un ritmo e inizio a fare i conti con quei due metri quadrati di spazio libero che mi sono rimasti a disposizione. In qualche modo, finisco di allenarmi. E lo scoccare dei quarantacinque minuti arriva come una liberazione. A bordo vasca, osservo quella massa ancora intenta a contendersi gli angoli. E improvvisamente penso al mio mare, quello di Livorno, e agli spazi incontaminati che mi bastava anche solo guardare per sentirmi libero.

giovedì 27 settembre 2012

Investimento per i triatleti: un pacco di verdure congelate

Voglio raccontarvi di un'esperienza di vita pratica che può tornare utile a tutti. Due giorni fa, dopo essere tornato dall'allenamento di corsa, ero alle prese con il mio solito dolore al tallone. Esasperato, ho aperto il freezer in cerca di un po' di ghiaccio per cercare di sfiammare. L'unica cosa che sono riuscito a trovare è stato un pacco di verdure findus congelate (che probabilmente si trovavano lì dal 2009).

Oh, non ci crederete, ma è stato meglio di qualsiasi borsa del ghiaccio. I pezzetti dentro la busta - una volta che staccati - si sono adattati benissimo alla cavaglia e così ho potuto guardarmi un film in tutta tranquillità con il mio tallone ben piantato sul sacchetto. A fine trattamento, poi, li ho subito rimessi in freezer. Certo, quelle verdure non si potranno mangiare più, ma almeno sono servite a qualcosa. E' un investimento che consiglio a tutti: 2,20 euro che possono cambiarvi la vita!

Tornando agli allenamenti, dopo una quarantina di vasche ieri sera alla Solari (in un post dei prossimi vi racconterò cosa significa la piscina di notte) oggi ancora corsa. Da registrare un discreto miglioramento nei 10mila metri - più di 2 minuti - che mi fa ben sperare per la deejay ten del 7 ottobre (anche se i bpm li ho tenuti sui 170):

Risultati
percorso: 10km
tempo: 47'45"

martedì 25 settembre 2012

Parco Ravizza mon amour

Oggi è stata una bella giornata di allenamento (credo) proficuo. 10 km di corsa al parco Ravizza, un quadratino di verde a due passi dalla Università Bocconi e a ridosso della trafficatissima circonvallazione esterna di Milano. Non ero ancora arrivato a misurarmi con questa lunghezza e devo dire che il mio fisico ha risposto piuttosto bene. Anche merito del cardiofrequenzimetro, che mi ha aiutato ad essere più costante: infatti, ho cercato di rimanere tra i 165-170 bpm e devo dire che a fine percorsdo avevo ancora parecchi abirra in corpo.

Risultati:
Percorso: 10 km
Tempo: 50' 22"

Uniche note stonate di questa giornata tutto sommato positiva, sono stati lo smog (correre lungo la  circonvallazione di Milano è come fumare 16 sigarette contemporaneamente) e il dolore al tallone che si è fatto sentire all'inizio della corsa e che si sta facendo sentire adesso. Tuttavia con le scarpe nuove la situazione mi sembra migliorata.

Altra notizia di rilievo è che mi sono iscritto alla Deejay ten (la celebre corsa voluta da Linus e di cui Radio Deejay è sponsor numero 1) tra i non competitivi. Mancano 10 giorni alla gara e - anche se la prendo come un allenamento - non vorrei sfigurare troppo. Quindi, i prossimi, saranno giorni focalizzati sul "running". 

lunedì 24 settembre 2012

La pioggia, la voglia, i guai

Sono state due settimane dure. Non dal punto di vista degli allenamenti (dove ho combinato ben poco). Ma dal punto di vista lavorativo. Inizio a pensare che una vita con un lavoro a tempo pieno - in più precario e complicato come il mio - sia quasi incompatibile con il triathlon. Soprattutto perché fare una programmazione di allenamento è qualcosa di mostruosamente difficile, ai limiti dell'impossibile.

Il subentrare di un po' di aria fredda e della pioggia, poi, non mi aiuta. Per cominciare a dimenticare queste due settimane, mi sono prefissato un programmino semplice, semplice per le prossime settimane: lunedì nuoto, martedì un po' di corsa, mercoledì nuoto, giovedì calcetto (con i colleghi, quindi obbligato), venerdì piscina, domenica corsa o bici. Ho deciso di trascurare un po' i pedali per due motivi: non mi piace andare sotto la pioggia e sulla tratta in bici mi sento abbastanza tranquillo.

Per quanto riguarda il nuoto e la corsa, invece, ci sono un paio di propositi/novità: iscriversi a un corso della Milanosport (adulti nuoto) una volta a settimana per imparare un po' di tecnica e iscriversi a una gara di corsa 10 km (avevo pensato alla Deejay Ten del 7 ottobre). Oggi poi ho comprato scarpe da corsa Asics gel A3 (che vedete in foto) e cardiofrequenzimetro, per iniziare l'allenamento aerobico in modo un po' più serio.

La testa c'è e non c'è, combatto tra problemi personali quotidiani e la voglia di allenarmi che non riesco a soddisfare. Ma resisto, resisterò. Lo giuro. Perché qui non si molla mai

sabato 22 settembre 2012

Triathlon, alimentazione e Dukan

L'alimentazione, per qualsiasi sportivo, è un aspetto della vita non trascurabile. Riflettendo su questa cosa, voglio raccontare una storia sul mio modo di mangiare. A novembre dello scorso anno sono arrivato a pesare 88 kg. Complice un allenamento "muscolare" - frequentavo assiduamente una palestra di boxe - ero oggettivamente sovrappeso: correre era una fatica e saltare la corda spesso diventava un danno per il ginocchio. Ad aprile ho deciso di iniziare una dieta. Continuando ad allenarmi - principalmente aerobica e prepugilistica - ho iniziato a seguire le indicazioni sul famigerato libro di Dukan.

In molti criticano il metodo Dukan, affermando che - oltre ad essere poco sano e dannoso per la salute - avrebbe anche pochi effetti positivi sul peso: ovvero, in un primo momento si dimagrisce, ma poi si torna a ingrassare di nuovo. Moltissimi altri, invece, guardando a questa dieta come alla soluzione di tutti i problemi di sovrappeso, la considerano qualcosa di miracoloso alla stregua del santo Graal. Per quanto mi riguarda - e in virtù della mia esperienza personale - posso dire che entrambe le posizioni sono eccessive e per certi versi sbagliate.

Io ho seguito la Dukan per circa un mese e mezzo, ad aprile. Posso dire che il regime alimentare non è dei più sani (in pratica si mangia solo carne, pesce e uova, poi un po' di insalata se va bene), ma gli effetti ci sono: grazie a quella dieta sono riuscito a perdere 8 chili in due mesi. E anche gli altri quattro chili che ho perso col tempo penso che in qualche modo siano legati a quel periodo. La cosa più importante che ho imparato, infatti, è stato limitare al massimo alcuni alimenti di cui prima abusavo. Olio, zucchero, burro, grassi (animali e vegetali), patate, riso, dolci, bevande gassate.

Questo è il merito che riconosco alla Dukan: mi ha insegnato, in modo semplice ed efficace, ad avere un'alimentazione migliore. Non dico che scienziati e dietologi non abbiano già detto queste cose, ma il merito del dottore francese è quello di spiegare le stesse cose in modo pratico e "sulla pelle" di chi segue questa dieta.

L'importante è non fare della Dukan un totem: mangiare SEMPRE e SOLO proteine non fa certo bene, anche se, ogni tanto, aiuta a perdere peso e smalitre i grassi. E poi è importante mantenere uno stile di vita "sportivo" che consente di mantenere i risultati ottenuti e abbandonare in fretta il regime dukaniano delle proteine pure.

Detto questo, non credo che la Dukan sia una dieta adatta a chi pratica il Triathlon: i carboidrati sono fondamentali e senza di questi vengono meno le energie. Molti triatleti veri potranno confermarlo meglio di me.