sabato 6 ottobre 2012

Deejay Ten: ci vediamo lì (per chi c'è)

Questo il mio numero di pettorale per la Deejay Ten di domani. Per chi c'è, magari ci salutiamo! Nei prossimi giorni racconterò come è andata...Buona corsa a tutti!

giovedì 4 ottobre 2012

Due insoliti allenamenti

Mentre continua la mia preparazione, ogni tanto, mi capita di fare degli allenamenti (che poi veri e propri allenamenti non sono) un po' diversi dal solito. Venerdì notte - ore 2 del mattino - sono salito in sella alla mia bici e mi sono unito a un centinaio di partecipanti all'ultima Critical Mass notturna, che a Milano quella sera festeggiava i suoi 20 anni. Molti di voi si staranno domandando, "ma cosa diavolo è questa Critical Mass?". Nata a San Francisco nel 1992, è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dalle auto. Se la massa è sufficiente (ovvero critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche sulle strade più larghe. Si tratta di un'esperienza un po' diversa dal solito, visto che a questi appuntamenti partecipano i ciclisti più eccentrici che abbiate mai incontrato (un esempio lo vedete nella foto che ho scattato l'altra notte) e visto che l'idea che c'è dietro è quella di "imporre" l'uso delle bici alla città. Come allenamento direi invece che è stato piuttosto scarso: ho dovuto pedalare per delle ore ( anche sotto la pioggia) ai ritmi del gruppo, piuttosto blandi. Ma il divertimento è assicurato. Per chi fosse interessato, le Critical si svolgono ogni giovedì sera alle 22, in piazza Mercanti a Milano: qui potete trovare qualche informazione in più.

Due giorni dopo (domenica), invece sono andato a fare un altro giro in bicicletta, di tutt'altra natura: una giornata organizzata dal Touring Club Italiano dove si poteva scegliere uno dei quattro percorsi tracciati (191 km, 142 km, 71km e 45 km) tra il Parco Sud e il Ticino. Non una gara, ma una "gita" per godersi il paesaggio e conoscere gente diversa. Io ho fatto quello da 71 (che poi sono diventati 80 visto che abbiamo anche sbagliato strada!) e devo dire che è stato molto bello. Anche qui, essendo in gruppo, di allenamento manco a parlarne: 18,9 km/h è stata la nostra velocità media. Una delle cose che mi ha incuriosito - e che immagino interessi anche ai triatleti più strong - è che la filosofia di queste "biciclettate" è quella della randonèe alla francese. Ovvero, pedalare senza badare al cronometro, ma senza soste e finché si resiste. Fatto in questo modo, credo che per molti di voi Il percorso da 191km sia una sfida interessante...


domenica 30 settembre 2012

La piscina di sera

L'odore di cloro lo senti già da fuori, alle rastrelliere per le biciclette. Penetra nelle narici, acuto come uno spillo. La sera di mercoledi alla piscina Solari, fuori dal portone c'è una piccola folla. Sembrano facce scure, ma non lo sono: sono facce normali che si portano dietro la normale fatica di un normale giorno di lavoro. Tutto qui. Siedono sulle panchine, alle 21.15, in attesa della fine dei corsi e dell'apertura per il nuoto libero. In silenzio, cuffie nell'orecchio, iPhone in mano. Sopracciglia aggrottate, nella maggior parte dei casi. Aspettano solo di potersi tuffare nella vasca clorata. Vogliono illudersi - almeno per un'ora - di riuscire a lavare via i problemi con l'acqua: la paura che ci mette il capo addosso, l'odio per il collega arrogante, i litigi con la moglie, quell'angoscia inspiegabile che ti prende alle caviglie i primi giorni d'autunno.

Ore 21.30, finiscono i corsi, è il nostro momento. Noto dalla fila alla cassa che sarà una serata affollata. C'è la signora sbadata che compra gli occhialini e se ne pente subito dopo, visto quanto li paga. C'è il tipo frettoloso che non sa aspettare il suo turno e mostra l'abbonamento prima degli altri. C'è il giovane hipster con la camicia sudata e le guance brufolose, così impacciato da non sapere da che parte girarsi.

In un modo o nell'altro riesco a guadagnare gli spogliatoi. Costume, cuffia, ciabatte. E via nella bolgia. All'inizio la situazione sembra tranquilla, anche perché riesco ad entrare fra i primi. Ma l'evoluzione è rapidissima. Il rimbombo delle bracciate, sordo, riempie tutto il salone. Vista dall'alto - col distacco di un osservatore impersonale - la vasca sembra una pozzanghera durante un terremoto, dove un manipolo di umani impazziti giocano a farsi la guerra a colpi di schizzi d'acqua. Vista da dentro, invece, è una specie di inferno.

Provo ad allenarmi. Stretti come sardine, in sei per corsia, è difficile. Gli altri sembrano tranquilli, come se fossero abituati da sempre a tutto questo, e si muovono con la scioltezza un po' annoiata che hanno quando devono salire sulla metropolitana affollata. Io, invece, all'idea di quell'assedio mi faccio prendere dall'angoscia. Comincio ad agitarmi, le mie bracciate sono frenetiche, consumo tutto il fiato in pochi metri. Il cuore pompa forte e sono appena a sei vasche. Incrocio mani dell'altra corsia, sfioro piedi in virata, vado a sbattere durante i sorpassi altrui. Un incubo, se mi fermo a pensarci.

Poi mi rassegno: prendo un ritmo e inizio a fare i conti con quei due metri quadrati di spazio libero che mi sono rimasti a disposizione. In qualche modo, finisco di allenarmi. E lo scoccare dei quarantacinque minuti arriva come una liberazione. A bordo vasca, osservo quella massa ancora intenta a contendersi gli angoli. E improvvisamente penso al mio mare, quello di Livorno, e agli spazi incontaminati che mi bastava anche solo guardare per sentirmi libero.

giovedì 27 settembre 2012

Investimento per i triatleti: un pacco di verdure congelate

Voglio raccontarvi di un'esperienza di vita pratica che può tornare utile a tutti. Due giorni fa, dopo essere tornato dall'allenamento di corsa, ero alle prese con il mio solito dolore al tallone. Esasperato, ho aperto il freezer in cerca di un po' di ghiaccio per cercare di sfiammare. L'unica cosa che sono riuscito a trovare è stato un pacco di verdure findus congelate (che probabilmente si trovavano lì dal 2009).

Oh, non ci crederete, ma è stato meglio di qualsiasi borsa del ghiaccio. I pezzetti dentro la busta - una volta che staccati - si sono adattati benissimo alla cavaglia e così ho potuto guardarmi un film in tutta tranquillità con il mio tallone ben piantato sul sacchetto. A fine trattamento, poi, li ho subito rimessi in freezer. Certo, quelle verdure non si potranno mangiare più, ma almeno sono servite a qualcosa. E' un investimento che consiglio a tutti: 2,20 euro che possono cambiarvi la vita!

Tornando agli allenamenti, dopo una quarantina di vasche ieri sera alla Solari (in un post dei prossimi vi racconterò cosa significa la piscina di notte) oggi ancora corsa. Da registrare un discreto miglioramento nei 10mila metri - più di 2 minuti - che mi fa ben sperare per la deejay ten del 7 ottobre (anche se i bpm li ho tenuti sui 170):

Risultati
percorso: 10km
tempo: 47'45"

martedì 25 settembre 2012

Parco Ravizza mon amour

Oggi è stata una bella giornata di allenamento (credo) proficuo. 10 km di corsa al parco Ravizza, un quadratino di verde a due passi dalla Università Bocconi e a ridosso della trafficatissima circonvallazione esterna di Milano. Non ero ancora arrivato a misurarmi con questa lunghezza e devo dire che il mio fisico ha risposto piuttosto bene. Anche merito del cardiofrequenzimetro, che mi ha aiutato ad essere più costante: infatti, ho cercato di rimanere tra i 165-170 bpm e devo dire che a fine percorsdo avevo ancora parecchi abirra in corpo.

Risultati:
Percorso: 10 km
Tempo: 50' 22"

Uniche note stonate di questa giornata tutto sommato positiva, sono stati lo smog (correre lungo la  circonvallazione di Milano è come fumare 16 sigarette contemporaneamente) e il dolore al tallone che si è fatto sentire all'inizio della corsa e che si sta facendo sentire adesso. Tuttavia con le scarpe nuove la situazione mi sembra migliorata.

Altra notizia di rilievo è che mi sono iscritto alla Deejay ten (la celebre corsa voluta da Linus e di cui Radio Deejay è sponsor numero 1) tra i non competitivi. Mancano 10 giorni alla gara e - anche se la prendo come un allenamento - non vorrei sfigurare troppo. Quindi, i prossimi, saranno giorni focalizzati sul "running". 

lunedì 24 settembre 2012

La pioggia, la voglia, i guai

Sono state due settimane dure. Non dal punto di vista degli allenamenti (dove ho combinato ben poco). Ma dal punto di vista lavorativo. Inizio a pensare che una vita con un lavoro a tempo pieno - in più precario e complicato come il mio - sia quasi incompatibile con il triathlon. Soprattutto perché fare una programmazione di allenamento è qualcosa di mostruosamente difficile, ai limiti dell'impossibile.

Il subentrare di un po' di aria fredda e della pioggia, poi, non mi aiuta. Per cominciare a dimenticare queste due settimane, mi sono prefissato un programmino semplice, semplice per le prossime settimane: lunedì nuoto, martedì un po' di corsa, mercoledì nuoto, giovedì calcetto (con i colleghi, quindi obbligato), venerdì piscina, domenica corsa o bici. Ho deciso di trascurare un po' i pedali per due motivi: non mi piace andare sotto la pioggia e sulla tratta in bici mi sento abbastanza tranquillo.

Per quanto riguarda il nuoto e la corsa, invece, ci sono un paio di propositi/novità: iscriversi a un corso della Milanosport (adulti nuoto) una volta a settimana per imparare un po' di tecnica e iscriversi a una gara di corsa 10 km (avevo pensato alla Deejay Ten del 7 ottobre). Oggi poi ho comprato scarpe da corsa Asics gel A3 (che vedete in foto) e cardiofrequenzimetro, per iniziare l'allenamento aerobico in modo un po' più serio.

La testa c'è e non c'è, combatto tra problemi personali quotidiani e la voglia di allenarmi che non riesco a soddisfare. Ma resisto, resisterò. Lo giuro. Perché qui non si molla mai

sabato 22 settembre 2012

Triathlon, alimentazione e Dukan

L'alimentazione, per qualsiasi sportivo, è un aspetto della vita non trascurabile. Riflettendo su questa cosa, voglio raccontare una storia sul mio modo di mangiare. A novembre dello scorso anno sono arrivato a pesare 88 kg. Complice un allenamento "muscolare" - frequentavo assiduamente una palestra di boxe - ero oggettivamente sovrappeso: correre era una fatica e saltare la corda spesso diventava un danno per il ginocchio. Ad aprile ho deciso di iniziare una dieta. Continuando ad allenarmi - principalmente aerobica e prepugilistica - ho iniziato a seguire le indicazioni sul famigerato libro di Dukan.

In molti criticano il metodo Dukan, affermando che - oltre ad essere poco sano e dannoso per la salute - avrebbe anche pochi effetti positivi sul peso: ovvero, in un primo momento si dimagrisce, ma poi si torna a ingrassare di nuovo. Moltissimi altri, invece, guardando a questa dieta come alla soluzione di tutti i problemi di sovrappeso, la considerano qualcosa di miracoloso alla stregua del santo Graal. Per quanto mi riguarda - e in virtù della mia esperienza personale - posso dire che entrambe le posizioni sono eccessive e per certi versi sbagliate.

Io ho seguito la Dukan per circa un mese e mezzo, ad aprile. Posso dire che il regime alimentare non è dei più sani (in pratica si mangia solo carne, pesce e uova, poi un po' di insalata se va bene), ma gli effetti ci sono: grazie a quella dieta sono riuscito a perdere 8 chili in due mesi. E anche gli altri quattro chili che ho perso col tempo penso che in qualche modo siano legati a quel periodo. La cosa più importante che ho imparato, infatti, è stato limitare al massimo alcuni alimenti di cui prima abusavo. Olio, zucchero, burro, grassi (animali e vegetali), patate, riso, dolci, bevande gassate.

Questo è il merito che riconosco alla Dukan: mi ha insegnato, in modo semplice ed efficace, ad avere un'alimentazione migliore. Non dico che scienziati e dietologi non abbiano già detto queste cose, ma il merito del dottore francese è quello di spiegare le stesse cose in modo pratico e "sulla pelle" di chi segue questa dieta.

L'importante è non fare della Dukan un totem: mangiare SEMPRE e SOLO proteine non fa certo bene, anche se, ogni tanto, aiuta a perdere peso e smalitre i grassi. E poi è importante mantenere uno stile di vita "sportivo" che consente di mantenere i risultati ottenuti e abbandonare in fretta il regime dukaniano delle proteine pure.

Detto questo, non credo che la Dukan sia una dieta adatta a chi pratica il Triathlon: i carboidrati sono fondamentali e senza di questi vengono meno le energie. Molti triatleti veri potranno confermarlo meglio di me.

martedì 18 settembre 2012

Testa da un'altra parte

Giornate complicate, ieri e oggi, che mi hanno tenuto fisicamente e mentalmente lontano dagli allenamenti e con la testa sul lavoro. Anche fisicamente non mi sento un granché: adesso capisco chi mi diceva che il triathlon è ancora più faticoso se gli allenamenti si devono conciliare con una vita normale e non con una vita da atleta.

Comunque, domenica sono riuscito a sfruttare la seconda giornata a Livorno - ieri sono rientrato a Milano - sfruttando una splendida mattinata di sole per farmi una corsa sul lungo mare (uno dei più belli d'Italia, ve lo assicuro).

Risultati:

Percorso: 6 km
Tempi: 30'31''

sabato 15 settembre 2012

La città del Triathlon

Oggi scrivo da Livorno: terra di sportivi, nonché città che mi ha dato i natali. Un luogo ideale per il Triathlon, con le sue lunghe passeggiate da correre, le colline da scalare in bici e - ovviamente - il mare. Stamattina ho avuto il piacere e la gioia di recuperare la mia storica bicicletta da corsa (nella foto). Una vecchia Atala dai colori improbabili, rimasta sepolta per anni in un garage, cui ho deciso di dare una seconda vita. Necessita di alcuni aggiustamenti ed è poco più di un ferrovecchio, ma mi sono convinto a caricarla in auto e a portarla su a Milano: spero che l'aria della metropoli le faccia bene, perché sarà lei la mia fedele compagna fino - e oltre - la gara di Sprint. Lo so, non è professionale ed è talmente vecchia da avere il cambio ancora sulla canna: però mi piace, mi sento bene quando la pedalo e non vedo perché dovrei spendere tanto soldi per una super bici.


Sulle ali dell'emozione di essere finalmente riuscito a mettere le mani su una bicicletta da corsa, sono salito in sella ed ho fatto un giro (il tragitto che vedete preso da google maps). E' il mitico percorso che chiamo della Valle Benedetta-Gabbro su cui pedalavo già dieci anni fa e che mi faceva sentire un po' come Pantani. Con una bella salita nella parte iniziale (la strada che porta alla Valle Benedetta, a dire il vero è piuttosto massacrante soprattutto nei primi 2,5 km anche se non conosco le pendenze), un buon 20 per cento di discese e belle pianure da esplorare. In tutto sono circa una 30ina di chilometri. Mentre pedalavo e mi gustavo il paesaggio - stupendo, fatto di campagne e colline con scorci mozzafiato da cui si intravede la città adagiata sul mare - ho pensato una cosa: quando sono a Milano e vado in bici lungo i fiumi e i navigli, dico sempre: "ah, che posti meravigliosi", poi torno qua, nella mia terra e rifaccio un vecchio percorso su cui andavo quando ero più giovane e che non mi sembrava nulla di che: ragazzi, a confronto il più bello dei paesaggi in zona Milano è un'aiuola sporca di fango! Mi dispiace dirlo, perché a quei luoghi milanesi ci sono comunque affezionato, ma davvero non c'è paragone.

Nel pomeriggio, poi, sono andato al mare, per una nuotata rilassante. Nulla di che, solo un tuffo per muovere un po' le braccia e testare come vado in acque libere. E anche qui, (come da foto) c'era solo da godersela. Alla fine di questa giornata, sono giunto a una conclusione di cui secondo me tutti i tratleti dovrebbero fare tesoro (soprattutto quelli curiosi di esplorare e di conoscere posti nuovi): Livorno è una città perfetta per il Triathlon!

giovedì 13 settembre 2012

Nuotare, nuotare e ancora nuotare

Oggi è stata una giornata rilevazione. Mi sono allenato in piscina e, come mi aveva già fatto notare il buon Chris nei commenti, mi sono reso conto che per il nuoto pensare di andare completamente in modalità fai-da-te è una perdita di tempo oltre che essere una follia. Quella in acqua è una parte che proprio non posso permettermi di trascurare, visti i risultati attuali (meglio dell'ultima volta, ma ancora pessimi):

distanza: 750 metri
tempo: 25'05''

Quindi ho deciso che dalle prossime settimane mi iscriverò a un corso con un istruttore per correggere i difetti tecnici. Sono un po' spaventato dalla spesa (non so quanto costano), ma credo sia un investimento necessario. 

(foto dal sito www.piscinagymnic.it)

mercoledì 12 settembre 2012

Eresia

Lo so, per i puristi del Triathlon probabilmente è un'eresia: ma oggi il mio allenamento è stato una partita di calcetto a 5. Lo premetto, io odio questo sport, soprattutto per la sua sovraesposizione mediatica (il calcio miliardario ha stufato). E so anche che non si tratta di un tipo di allenamento adatto al Triathlon, visto che è uno sport anaerobico. Tuttavia devo riconoscere che dal punto di vista fisico - e mentale - giocare una partitella ogni tanto aiuta, perché spezza un po' la routine.(Se ancora non lo avete capito, io tendenzialmente ODIO tutto ciò che diventa routinario). 

Il guaio però è stato che dopo la partita si è riacutizzato il dolore al tallone sinistro che mi segue da un po'. Inizio a sospettare che possa essere qualcosa di più di un semplice fastidio passeggero. Penso che nei prossimi giorni concentrerò i miei allenamenti soprattutto sul nuoto e sulla bici, per evitare sovraccarichi.

Confessione

Per la quasi totalità dei triatleti - e penso anche per molti di voi che stanno leggendo questo post - quello delle sigarette probabilmente è un non-problema. Semplicemente perché gli sportivi, quelli veri, non fumano. Io però uno sportivo vero non lo sono ancora e quello delle sigarette è un grosso ostacolo che trovo sulla mia strada. L'idea di fumare mi fa sentire piccolo, stupido, insignificante, al cospetto del Triathlon: perché ostinarsi in una gestualità così inutile e dannosa? Facile a dirsi, un po' meno a farsi.

Sono arrivato a fumare fino a dieci sigarette al giorno. Per noia, in cerca di relax, per dare un ritmo a pomeriggi di lavoro convulsi. Non lo so perché. Fatto sta che fumavo e anche tanto. Il mondo da cui vengo è fatto anche di questo: nicotina aspirata per allontanare gli incubi. Qualche notte capita che sogni i miei polmoni e me li immagino neri come la pece. Altre volte, durante il giorno, mi sento sporco e inizio a tossire senza motivo, nervosamente, come se cercassi di espellere qualcosa di nero e schifoso dalla mia gola. Adesso ho cominciato a ridurre drasticamente il numero di sigarette, viste anche le pesanti conseguenze a livello di fiato. Fumo in media una sigarette al giorno e nei week-end zero. Lo so, è una cosa orribile, ne sono consapevole, ma siate indulgenti: preferisco il Triathlon alla nicotina, lo giuro! E apprezzate, se ci riuscite, il coraggio di questa confessione.

martedì 11 settembre 2012

In acqua

Ieri è stato il giorno del primo allenamento di nuoto. La piscina in cui sono andato è la Mincio, in zona viale Brenta (ingresso 4 euro). Ci sono andato verso le 12.30 ed anche se si nuotava in due per corsia (25 mt) non è stato malaccio. Come obbiettivo mi ero dato quello base di coprire la distanza del triathlon sprint (750 metri), ma vi assicuro che fare quelle trenta vasche è stato tutt'altro che semplice.

Come vi avevo già detto, questa disciplina non è proprio il mio forte, soprattutto perché mi manca la tecnica: grazie all'aiuto di alcuni amici sto imparando a dare un ritmo alla respirazione, a tenere la testa bassa e a usare il pull boy (ovvero il galleggiante da tenere tra le cosce per mantenere le gambe su e una posizione dritta). Tuttavia, ho ancora molte lacune: resipirazione ed espirazione non sono ottimali, quando mi stanco dimentico di tirare fuori la testa solo di lato e il fiato non è ancora al massimo. E poi il cloro nel naso: lo odio e non riesco a evitarlo.

Un'altra annotazione riguarda i tempi: come si fa a misurarli in piscina? Io ho utilizzato un metodo veramente rozzo, ovvero far partire un cronometro quando ero ancora fuori dall'acqua, ma ovviamente il dato è tutt'altro che preciso.

Comunque, questi i risultati di ieri:
distanza: 750 metri
tempo: 28min (circa)

Oggi invece riposo, salvo i miei 10 chilometri quotidiani in bicicletta.

"Ma perché lo fai?" - 1

La mia ragazza, non appena le ho confessato il proposito di partecipare a una gara di Triathlon, all'inizio è rimasta in silenzio. Poi mi ha detto: "ma perché devi fare una gara? Se ti piacciono la bici, la corsa e il nuoto, falli, magari anche tutti insieme. Ma perché in una gara ufficiale?". Colpito da questa risposta, ho farfugliato qualcosa per prendere tempo. Lei aveva ragione: perché metterci dell'agonismo, quando te la puoi godere in tutta tranquillità?

La risposta a quella domanda - lo sapevo - era dentro di me. Dopo qualche secondo passato a cercarla, ho balbettato una replica il cui significato era più o meno il seguente: "Perché è una sfida. I miei avversari non sono gli altri atleti, ma il Triathlon. Devo - e ripeto, DEVO - riuscire a sconfiggerlo, devo poter dire di aver partecipato a una gara dello sport più duro del mondo. Tre discipline tutte insieme: io non ho mai fatto questi sport, gli altri di solito partono da almeno uno. E' un motivo in più per portare a termine la missione, o almeno provarci. Andare oltre i propri limiti: un concetto molto maschile dello sport, lo riconosco. Ma io sono fatto così".

Dopo la mia risposta, lei ha fatto un mezzo sorriso. Non so quanto abbia capito di quelle parole un po' sconclusionate. In ogni caso, ha cambiato discorso.

lunedì 10 settembre 2012

Questione di tallone

Sabato mattina è stata la volta della corsa. Era moltissimo che non andavo a correre e quasi non mi ricordavo più come si facesse. Il posto che preferisco per sgambettare è il Parco Teramo, nel quartiere Barona. So già cosa pensate: no, non è il classico parchetto dei drogati nella periferia degrata milanese. Anzi, è un angolo di verde abbastanza sconosciuto ai più, ma molto, molto gradevole. E poi la Barona non è un quartiere così malfamato come si dice: ho vissuto là per almeno due anni e posso testimoniare che, evitando accuratamente certe zone, si può trascorrere una vita tranquilla e serena.

Sono arrivato al parco Teramo da casa mia, andando in bicicletta (circa 4km di distanza).
Ecco i risultati della corsa:

Percorso: 4,76 km
Tempo: 22min e 57sec

Anche qui c'è qualche annotazione da fare. Il passaggio bicicletta-corsa non è da dare per scontato: dopo aver lasciato la bici e iniziato a correre, per i primi metri ho sentito un dolore al diaframma, credo dovuto alla postura tenuta mentre pedalavo. Dovrò informarmi su questo punto per capire come gestirmi al meglio. Seconda annotazione, ho fatto soltanto quattro giri del parco perché mi sentivo piuttosto stanco dall'accoppiata bici-corsa; di solito ne faccio cinque - e sarebbero circa 6 km, una misura decisamente migliore per allenare la distanza del triathlon - ma stavolta è andata così. Terza annotazione, il mio tempo è di poco sotto i 5 minuti a chilometro e (quasi) da risposato: considerato che un buon tempo per la frazione corsa nel triathlon si aggira intorno ai 4 minuti a chilometro - dopo il nuoto e la bici - c'è ancora un bel po' da lavorare.

Infine, annoto anche che per tutto il giorno ho sentito un fastidioso dolore al tallone, proseguito - seppur con minore intensità - anche il giorno successivo. Complice la mia fidanzata che mi ha obbligato a camminare per 2 chilometri la sera per raggiungere il cinema a piedi. ma questa è un'altra storia.

domenica 9 settembre 2012

La bicicletta e i primi ostacoli

Per cominciare con i miei allenamenti, ho deciso di dedicarmi prima di tutto a bici e corsa, più semplici da un punto di vista organizzativo (visto che non sono ancora proprietario di una piscina). Giovedì ho preso la mia mountain bike e ho fatto un percorso niente male che consiglio a tutti gli appassionati del genere. E' la pista ciclabile che va da Sesto Calende ad Abbiategrasso, 60 km pianeggianti lungo il fiume Ticino e il Canale Villoresi. Paesaggi mozzafiato e un'immersione nella natura davvero gradevole per uno che vive in città. Per chi parte da Milano è più semplice di quanto si possa immaginare. Basta prendere il treno regionale (stazione Porta Garibaldi) che porta fino a Sesto Calende e dove si può caricare senza problemi la bici. Stessa cosa al ritorno: da Abbiategrasso c'è un regionale con carrozza per bicicletta che arriva fino a Porta Genova.

Dal punto di vista della prestazione, questi i risultati:
tragitto:  59,35 km
tempo: 2h 39min 51sec
velocità media: 22,2 km/h

Piuttosto modesti, a dire il vero, ma ci sono un paio di considerazioni da fare. Primo, ero con un amico e l'obbiettivo non era quello di "spingere" quanto di godersi il paesaggio. Secondo, come già detto la mia bici è tutt'altro che performante: il sellino si è abbassato durante il percorso e la mancanza di un cambio anteriore non aiutava nella gestione dei rapporti. Ma tutto sommato poteva andare peggio. Da questa gita, poi, ho capito una cosa fondamentale: cioè che devo procurarmi una bici da corsa!

Metodo e obbiettivi

Una delle caratteristiche di questa mia "sfida" al Triathlon, sta nel fatto che non intendo - almeno per adesso - rivolgermi ad un allenatore fisso, o comunque a qualcuno che lavori e pianifichi per me tutto ciò che c'è da fare per arrivare in forma perfetta all'appuntamento. Questo per almeno due motivi: primo, non ho molti soldi da spendere e facendo un rapido giro su internet mi sono accorto che la cosa sarebbe dispendiosa; secondo, faccio un lavoro che mi prende molto tempo e senza turni fissi, e sarebbe praticamente impossibile per me seguire una pianificazione a lungo termine con orari prestabiliti da cui non si può sgarrare.

Quindi, ho deciso che farò da me. Facendo tesoro dell'esperienza di chi ha già fatto delle gare, imparando a conoscere il mio corpo, correggendo i miei errori. Non escludo pareri e opinioni di allenatori, anzi, saranno fondamentali. Dico solo che non potrò seguire un programma di allenamento classico, semplicemente perché i miei impegni lavorativi non me lo permettono e non ho ancora conosciuto nessuno disposto a elaborare un programma ad hoc per me, facendosi pagare poco. Quindi, sappiate che consigli e contributi - così come la condivisione di esperienze e le critiche - sono ben accetti. Potrete scrivermi nei commenti oppure all'indirizzo e-mail lucadv32@gmail.com. Come base di partenza - moooolto indicativa - prenderò questo programma di allenamento, da cui so già che mi discosterò molto spesso.

L'obbiettivo principale è quello di partecipare a una gara di Triathlon nella categoria "Sprint" (750 metri a nuoto, 20 km in bicicletta e 5 km di corsa) e portarla a termine senza sfigurare troppo. Direi per l'autunno 2013. Non sono un superatleta dalla nascita e il mio fisico è nella media. Posso farcela?

L'inizio

Da qualche settimana la mia mente è occupata da un pensiero fisso: partecipare ad una gara di Triathlon. Precisiamolo subito, non ho alcuna conoscenza di questo sport. Il nuoto per me è uno sconosciuto signore, un po' troppo elegante e un po' snob (considerato che vengo da una città di mare e ho imparato a galleggiare da solo, sbracciando scompostamente e tenendo la testa fuori dall'acqua). La bicicletta non mi è ostile, anche perché è il mio mezzo di spostamento prediletto: ma per adesso sono abituato a una vecchia mountain bike troppo piccola, con la ruota anteriore fuori asse e il sellino che si ostina a non stare fermo. Con la corsa poi ho sempre avuto un rapporto di amore e odio: in certi periodi della mia vita mi sentivo allenatissimo, pronto alla mezza maratona, in altri scoppiavo dopo 6 minuti.

Insomma, come avrete capito, parto da zero. Compito di questo blog - oltre a rappresentare una sorta di diario tecnico dove appuntare tipologie di allenamento, modalità di alimentazione, tempi, progressi e regressi - sarà quello di fornire un aiuto per chi come me si pone questo obbiettivo senza avere nessuna esperienza. Ovvero tutti coloro che si sono messi in testa di partecipare a una gara di Triathlon partendo da zero.

Altre cose da sapere su di me. Mi chiamo Luca, ho 27 anni, peso 77,1 kg e sono alto 1,77. Ho giocato a baseball per 15 anni, fino al 2007. Poi - dopo uno periodo di buio sportivo durato circa 3 anni dove mi sono barcamenato tra palestre e fai-da-te - ho fatto ginnastica prepugilistica per un anno (più i pugni presi che quelli dati). Vivo a Milano, città dove mi sono trasferito per studio e dove adesso lavoro.

(nella foto Mark Allen e Dave Scott, due tra i più grandi triatleti di tutti i tempi)